INTERVISTA RILASCIATA DA MARIA TERESA LIUZZO ALLA GIORNALISTA ALGERINA TURKIA LOUCIF
D. 1) Ti conosciamo…
R. 1) Sono nata in Calabria, la regione italiana che anticamente si chiamava “Italia Prima”, e, successivamente diede il nome all’Italia, con Roma “Caput Mundi” – culla di civiltà per il mondo. Mentre i miei coetanei giocavano con le bambole, i trenini e i soldatini io pensavo a leggere e a scrivere. Amavo anche disegnare e dipingere. Ho avuto modo di frequentare la Noblesse oblige e conoscere la crema mitteleuropea della cultura mondiale: artisti, attori, cantanti lirici e registi noti in campo internazionale. Attori come Lee Van Cliff, registi da De Sica, Fellini, Rossellini e artisti lirici come Pavarotti, Maria Callas, Mario Del Monaco e tanti altri.
D. 2) Il tuo inizio con la scrittura
R. 2) A sei anni circa ho iniziato a scrivere poesie e racconti, ma il sogno nel cassetto era di potere, un giorno, scrivere un romanzo. Il sogno si è avverato e nel 2019 vide la luce il primo romanzo “…E adesso parlo!” che venne subito tradotto in inglese da Giulia Calfapietro e poi da Sara Russell, figlia dell’irlandese Peter Russell (più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura) e cugino del famoso filosofo Bertrand Russell. Lo stesso Peter Russell si è interessato alla mia scrittura definendomi – in occasione della presentazione del mio libro “Apeiron” – “Voce poetica e profetica”. Il libro era stato prefato dal prof. Romeo Magherescu dell’Università di Craiova. Il prof. Peter Russell ha successivamente curato la prefazione del mio libro “Umanità” e tradotto in inglese con testi a fronte “Genesis”, con presentazione dello studioso Mauro D’Castelli. Ho avuto sin dalla prima pubblicazione grande visibilità su giornali a tiratura nazionale, su “America Oggi”, “Il Ponte Italo-Americano”, il “SOLE 24 ORE” e su centinaia di riviste di letteratura a tiratura internazionale. Ho apprezzato sin da bambina gli scrittori arabi e sono stata in contatto con molti di loro. Qualche anno fa ho rilasciato un’intervista al noto giornalista egiziano Hamdy Elmelegi, trasmessa anche sul canale egiziano più importante del Medio Oriente, pubblicata su giornali italiani e stranieri. Tra i tanti nomi ricordo Mohamed Akalay che ha tradotto molte mie poesie ed è stato collaboratore della rivista di cultura internazionale Le Muse di cui sono Editore e Direttore responsabile. Tra le firme prestigiose figura il prof. Hassan Ezzat che ha tradotto e presentato all’Università per stranieri di Reggio Calabria poeti egiziani e la mia poesia che ha magistralmente tradotto. Un mio libro è stato presentato in Marocco e tradotto dal prof. Non Eddine Mansouri, il titolo è “Danza a ritmo di rime” edito dalla Maroccan University a cura dell’editore Mohamed Ellaghafi. Successivamente è stato presentato in televisione sul primo canale televisivo del Marocco.
D. 3) Hai mai partecipato a concorsi? Sentimenti e passioni
R. 3) La lettura è stata ed è per me la più grande passione. Era come scoprire l’altro volto del mondo, e forse sin da allora, anche se i tempi non erano quelli di oggi mi domandavo se uscirà mai la nostra società dalla propria incosciente adolescenza spirituale e civile. Né avrei pensato di “trovare” a distanza di anni uno sfruttamento minorile quando siamo andati sulla luna lasciando sulla terra un cimitero di sepolti vivi, di scheletri viventi e di ferite. Trovare in un mondo civile e moderno l’esistenza dei Waste Pickers, (creature invisibili agli occhi del mondo). Ci troviamo in Kenya tra i morti che camminano, mangiano e respirano la tossicità cronica e mortale delle discariche che sono montagne a cielo aperto, tutto per pochi spiccioli, frugando per ore in quel cimitero mortale di macerie in cerca di pezzi di plastica da riciclare, mentre altrove festeggiano i vergognosi e ignobili fiancheggiatori del genocidio. Sin dalla più giovane età era vivo in me il senso della giustizia e della verità: i due cardini che reggono il mondo. Oggi la storia culturale del mio Paese non è quella di un tempo, ricca di valori, di amore e di passione. Scarseggiano le menti creative, i grandi scrittori (anomalia che non riguarda soltanto l’Italia), è uno smarrimento di valori che interessa tutte le nazioni. Si sa che le menti deboli vanno spesso in confusione perché il loro unico interesse è solo quello di mettersi in mostra. Sono rari gli scrittori e i poeti che resistono alle relazioni tossiche e ai loro intrichi di gentucola, che pur di apparire e consci della propria mediocrità si perdono tutto rendendosi schiavi dei loro aguzzini. Pur essendo generosa, intelligente e affettuosa, ero anche riservata e rigorosa e spietata nel difendere i valori della vita e della giustizia: i due volti della verità che non possono e non devono essere impregnati di maldicenza da mercenari che indossano la maschera dell’ambiguità. Non credo nei concorsi, non si può giudicare un poeta da una singola poesia, ma dall’intera opera. Sono risultata prima in concorsi dove non avevo mai partecipato e non sono andata mai a ritirare premi neppure in denaro. La CULTURA è sapere, è qualità e non quantità, non è un gioco dove l’importante è partecipare, arricchirsi con scambi di opinioni, è diventata una gara sleale e inutile. Gli invasati del momento fingono di interessarsi agli autori, gran parte illusi e sprovveduti, entrambi sfilano sul palco come manichini in cerca di un “certificato” stampato, che li faccia “brillare” come un coccio di bottiglia; non avvertono i veri pericoli tra cui la fame, la peggiore nemica atavica, e a questo si unisce la guerra con i suoi flagelli. Gente superficiale ed egoista che non pensa ai grandi problemi di difficile, se non impossibile risoluzione che attanagliano il mondo. Non odono il lamento dei bimbi, né vedono la morte nei loro occhi più grandi dei volti. Nessuno vuole accettare la verità per quella che è: padroni, vassalli, abusi e menzogne. Usano gli altri per esercitare il loro potere, per avere visibilità che passa per generosità ma è solo interesse. Non ha senso apparire senza essere, usare l’intelligenza artificiale per fare traduzioni che firmano a loro nome senza scomodarsi neppure di leggere, lasciando errori e orrori come le scie chimiche nello spazio. Eppure l’incoscienza e il male che vivono e nel quale operano li rende felici, sembrano usciti da un raduno infernale ridicolizzando chiunque gli viene a tiro.
D. 4) I valori della Letteratura e l’impegno sul piano intellettuale e umano
R. 4) Ignorano che soltanto un poeta può tradurre un altro poeta, più è bravo il poeta che traduce è più alta è la resa. Nessuno bada a queste cose, applaudono senza leggere. Oggi più si guarda e meno si vede. Non si compete in modo onesto. Quando non si riesce a superare gli altri, si getta veleno, si inventano bugie, il boia si trasforma in vittima, ma la verità è figlia dell’orgoglio e riesce a sopravvivere e a combattere in un tessuto di nani e maldicenti. In ciò che è evidente agli occhi di tutti, il merito non esiste più, le parole sono sassi lanciati nello “nello Stato” della giustizia. Ci sono pseudo editori che fino a qualche anno fa pulivano le stalle, e malati “immaginari” che riciclano falsi talenti, ma un vero letterato non ha bisogno di “procacciatori d’affari” perché è in grado di conoscere i valori della Letteratura, invece si servono di persone inesperte, opportuniste e violente che non solo plagiano e “rubano” il lavoro degli altri facendolo passare per proprio, ma non si risparmiano di mettere in cattiva luce coloro che non potranno mai superare. Questo comportamento oscuro non ha nulla a che fare con la cultura. I social sono come le armi che dovrebbero servire solo a difendersi, ma chi le possiede ha il solo scopo di uccidere. Ci si imbatte spesso in questa cordata di nani, servi e delatori, servi consolidati di più padroni. Indossano mille maschere, ma non amano la pace, non hanno rispetto per i bambini, né per la fame, né per la morte. Posseggono solo occhi indemoniati. Mentre il mondo brucia, i bambini muoiono di fame, non si riesce più a coniugare scienza e spiritualità che ci facevano “vedere” oltre il nostro sguardo svelando la cecità del tempo passato. È ben risaputo che quando si trovano in presenza di un personaggio scomodo, impegnato sul piano intellettuale e umano, e come tale “non riciclabile”, la “diversità” (l’iter iper-connesso) pretende di cancellare il nome e l’attività del soggetto con un colpo di spugna- perché il culturale di oggi, o quasi tutto è fondato sulla “ontologia della menzogna”. In cattedra i giullari o fantomatici letterati che spesso non hanno pubblicato neppure un libro. A questo delirio di onnipotenza si aggiunge il caos climatico, la disintegrazione culturale, le inondazioni digitali, tutto privo di equilibrio, orientamento. Umanità priva di scrupoli, rapaci che affondano i loro artigli prima che l’“uovo” si schiuda. Si è dileguato il “sole” della coscienza, imbrattando la metamorfosi della conoscenza. Oggi siamo sprofondati nel delirio culturale senza eguali. Abbiamo lasciato spazio ai demoni dell’ignoranza e dell’oblio. Ma Dante, Leopardi, Manzoni, Verdi, Puccini, Michelangelo, il Colosseo e il “Ponte sullo Stretto” di prossina realizzazione che collegherà la Calabria con il mondo intero non moriranno mai. Bisogna impedire che il nostro pianeta diventi sempre più povero, e, non esageriamo a ricordare, che, Cristo alla fine era solo sulla Croce. Musica e Poesia sono la grande bellezza dell’Umanità, le uniche assenze da cui trarne il carburante per diffondere la Scienza dello Spirito. La società si divide in due. Una parte ama il bello e l’interiorità, l’altra è ormai irretita dal vuoto del consumismo. Idem per la Filosofia che vuole muoversi alla maniera Socratica, concretamente. In molti stiamo celebrando il funerale, a chi interessa educarsi per accendere il Logos? Corrono come invasati ai corsi New Age, conditi da mille pratiche, tranne che suscitare il Logos. Tentano come funamboli di raggiungere i loro intenti della tecnologia super alleata. – Ma di che ci meravigliamo? Tutti gli zeri hanno bisogno di stampelle per “sembrare” non essere, qualcuno. Lasciamoli continuare ad annaffiare l’asfalto, mentre le rose sbocciano dalle lacrime che scendono sul petto.
D. 5) Hai mai partecipato a fiere del libro?
R. 5) Si è dileguato il “sole” della coscienza, imbrattando la conoscenza. Che dire? per me la scrittura è vita. Ovunque albeggiano i cloni della pigrizia intellettuale moderna, la vera creatività fa paura dove la creazione rimane il punto fermo, in quanto “necessità Divina e non caso”. Contrasta con il male che non ha necessità di fare la muta per essere avvertito. Esso imposta atrocità e si trasforma in vittima accusando gli altri di calunnie “sanguinose” utilizzando metodi scaltri ed efficaci, sentendosi nel giusto, persino bullizzando un innocente, un “diversamente abile”. Ciò che fu descritto da Orwell nel 1984 sta accadendo oggi, sotto i nostri occhi. Il destino attende inorridito, mentre muoiono i sogni orripilanti del mostro. Le parole sono spezzate sulle labbra, le ombre giganti, il futuro indossa le tenebre. Il re saggio non chiama buffoni alla sua corte. Lui sa che il segno infamante dell’impotenza va disertato come i suoi nemici. Così per il processo di un’esperienza estetica quando si è attratti da un cielo stellato che incanta, e la poesia cattura e seduce per la naturalezza e la carica di vitalità che la caratterizza. L’anima canta nel suo rapporto con l’assoluto, trasformando il nostro corpo e la nostra mente in un tempio. Gli sguardi si liberano dalle catene, il pianto spegne l’incendio del dolore, come finestre si spalancano le costole, dove a lungo ha gravitato l’inferno delle ossa. Se non si interrogano le proprie coscienze e si riparino i torti fatti rischiamo di vivere in un mondo di burattini, di psicopatici e violenti, privi di quella saggezza che guidi il risveglio della coscienza di un corpo fisico. Hanno dimenticato i valori universali, i rapporti umani, la loro funzione con noi stessi, tra volere, sentire pensare. Continuano a ignorare la profonda diversità nella unitarietà perciò la loro coscienza non si sveglia, non cresce, non si sviluppa né evolve. I miei libri sono stati adottati nelle scuole di ogni ordine e grado della mia città e provincia. Non ho mai partecipato a fiere del libro che credo interessino più l’editore che l’autore, in quanto la gente legge poco, e non acquista perché è consapevole che non aprirà mai lo “sventurato libro-oggetto” in attesa che qualche anima pia lo conduca con amore e interesse nello scaffale o nello studio della propria abitazione. È destinato a rimane come merce in vetrina. I libri li considero parte della mia anima e li proteggo come fossero creature, figli miei, non amo esporli come merce. Leggere significa stare in compagnia, confidarsi come si fa con un essere umano, perché nell’inchiostro c’è la vita, e la tragicità del tempo e dello spazio sia dello scrittore che del poeta. Le persone ignorano la relazione tra spirito e materia, sono zombi nell’universo della polvere. C’è così tanta miseria morale! Non ci sono voci che recitano nei grandi teatri, ma “voci che urlano nel deserto”. Anche in Italia si stanno uccidendo i nostri poeti, perché il silenzio uccide più della spada, rischiando di cancellare ottocento anni di Storia. La globalizzazione culturale ha quasi vinto, non recitando ma scimmiottando. Ma, chi come me, ama la grande Poesia sono certa che recupererà con un sussulto di orgoglio la nostra identità culturale e ritroverà la memoria della preziosa poesia che tutto il mondo ci invidia, della nostra meravigliosa Italia, con Roma “Caput Mundi”. Non permetteremo che vada in letargo né che venga trascinata da un martoriato silenzio. Il mondo invecchiando peggiora e i social altro non sono che una centrifuga impazzita che trascina da una parte all’altra, come fa la belva prima di sbranare la preda. Ma come ogni cambiamento epocale non sarà destinato a durare in eterno. È evidente che avanza come un tifone il degrado sociale, politico, culturale di molti disgraziati poeti. E nulla rende indegno un Paese quanto la sua caduta culturale.
D. 6) Cosa rappresentano i libri per te? Ne hai qualcuno di cui possiamo discutere?
R. 6) Chi sopravvive a determinati eventi non conclude ma inizia. Alcuni libri sono un continuo stimolo per ricchezza di voci, paesaggi, storia, filosofia, antropologia, psicologia e psichiatria. Le sofferenze umane servono rafforzare e stimolare il nostro credo ideologico, ma conoscere anche la vita sotto il profilo più assurdo e disumano. Tra queste pagine incontriamo l’eterno sacrificio di chi ama, che riesce a tessere con fili di luce le vie del buio che oscurano unioni e collegamenti umanitari. Al centro dei miei libri c’è l’umano e il divino. È un processo di morte e resurrezione che dura da millenni. Tutto finisce e ricomincia altrimenti la vista stessa sulla terra sarebbe estinta, come una bomba lanciata che cadendo sarebbe in grado di cancellare un’intera città. Volgarità, crudeltà e indifferenza sono i mali principali che divorano il bene, l’invidia è la cancrena dell’umanità. Il male fa sempre rumore, (armi, missili, epidemie, fame e morte), il bene agisce in silenzio. Anche con piccoli gesti (che fanno la differenza) può cambiare il mondo; fare molto per gli innocenti, le vittime di guerra, gli emarginati, nonostante le azioni di un potere sempre più spietato. Ma la speranza non si arrende al male, la forza del cuore illumina la mente, lo sconforto non si piega alla cattiveria e cede il passo alle responsabilità. Dove è più completo il significato, la parola germoglia, diventa clorofilla nella sua potente semplicità.
D. 7) la grande cultura e le tue pubblicazioni
R. 7) La rara pazienza incredibile di poche eccezionali persone andrebbe “clonata” per ciò che riesce a combattere a livello materiale e morale. Se in ciascun individuo è rimasto un briciolo di umanità si dovrebbe gridare Basta! Ad alluvioni, catastrofi umane e ambientali, e annullare il servilismo verso terzi, anche se, spesso, risorge anche quel male che sembrava sconfitto. I tempi in cui la coscienza sia matura sono ancora lontani. Il materialismo ha messo dogmi. Chi fa esperienza personale viene bollato come “pazzo” dalla feroce “inquisizione materialista”, per il fatto di avere osato, attraverso lo sguardo, oltrepassare la materia. “Ci sono più cose in cielo e in terra, caro Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (così Shakespeare in Amleto).
Ho pubblicato 18 libri di poesia e 5 romanzi di “Formazione”, saggi, articoli, recensioni, racconti brevi, editoriali, e tradotto in italiano autori stranieri dei cinque continenti. Dei 5 romanzi pubblicati in diverse lingue straniere e presto in Russia, si stanno occupando due registi per la realizzazione di un film sul Neorealismo. Sono stata pubblicata su riviste italiane e all’estero con recensioni lusinghiere che riguardano la mia attività letteraria e umana. Sono stata tradotta in 32 lingue e oltre mille articoli parlano della mia attività culturale che comprende 55 anni di lavoro, sacrificio e notorietà. La grande cultura è ferita e morente, si cerca di cancellare i talenti che vogliono essere liberi dagli schemi imposti. La famiglia, nucleo della società è inesistente, indottrinata dai social e da raggiri di comunicazione. Gli zombi si sostituiscono ai geni. La cattiveria serpeggia e la verità è scomoda. Tacere è peggiore dell’inferno. Viviamo l’anoressia del secolo, siamo oltre l’impossibile. Il male è nella normalità, è il malcostume tragico del nostro tempo. Nessuno guarda la natura con coscienza vivente, troneggia il talento dell’egoismo, la corsa matta ad un feroce aziendalismo di omologazione fatto di censura e ipocrisia. Ma non bisogna arrendersi mai a queste “bestie”, mai rinunciare a esprimere il proprio personale talento a una vendetta e inconsapevole rivalsa. L’Arte più alta è immortale così come l’amore per la creatività. E comunque vada ci sono sempre le eccezioni che confermano le regole. No all’involuzione, ogni essere umano è in grado di mettere in atto la linfa dell’Arte, la cultura del bello, del sacro, dell’inestinguibile. Rimane il male oscuro, Caino è sempre presente tra noi, Giuda lo segue, la miseria e la morte che avvolgono gran parte del mondo brindando davanti ai sepolcri e fosse comuni, dal genocidio a Gaza alla cultura universale. “Quivi sospiri, pianti ed altri guai risonavan per l’aere senza stelle per ch’io al cominciare ne lagrimai” (Dante Alighieri, Inferno, Canto III). Altre mie Opere sono pronte per essere pubblicate e altrettante importanti su cui sto lavorando da anni. Che aggiungere ancora? Perdonate qualche piccolo segreto letterario per evitare di rovinare la sorpresa! Vogliamo illuderci che il mondo sia diverso e che ciò che sta accadendo sia soltanto un brutto sogno.
Per questo motivo non smetto mai di alzare gli occhi al cielo, esprimere un desiderio ad ogni stella caduta, (si avvicina la notte di San Lorenzo) e rifletto sulle influenze planetarie. La volta celeste rapisce con la sua sublimità indescrivibile. Attraverso le costellazioni dello Zodiaco si può avere una mezza idea delle “gerarchie”. Il nostro non sapere è un altro mondo nel nostro rapporto di inconscio con il non cosciente. Se ciò fosse realizzabile si raggiungerebbe un livello di comunicazione altissima e non confrontabile, che vincerebbe sul disfacimento; ma al mondo non viene data alcuna possibilità di spezzare le catene dell’odio e di interrompere il ciclo del sangue. La parola singhiozza in grembo e il cuore non ha voce per distrarre il dolore. L’Umanità dei valori rappresenta la concretezza della metafisica.
Massimo Cacciari ci ha mostrato che si può non avere paura della mostruosità di cui è capace l’uomo con un valore più alto: l’umiltà, la bellezza -Bene. “In lode” a Maria – la Donna –, il grande intellettuale cita Nietzsche: “Al di sopra dei vapori e del sudiciume delle bassezze umane c’è un’umanità più alta e più chiara {…} le si appartiene non perché si è più dotati o più virtuosi o più amorevoli degli uomini sottostanti, ma perché si è più freddi, chiari, lungimiranti, solitari”.