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Angela Kosta: Maria Rosa Oneto con le sue poesie oltre l’infinito

Maria Rosa Onetoè nata a Rapallo (Genova – Italia) ed è morta il 28 maggio 2023.
Disabile dalla nascita, si è dedicata fin da giovanissima alla scrittura e ancor più alla Poesia. Giornalista pubblicista, ha collaborato on line con l’Agenzia per “Diversamente abili”, denominata “HPress” con sede a Monza.
Ha pubblicato alcune sillogi poetiche personali, tra le quali “Sintonie d’Azzurro” e “A passi di danza” e ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in vari concorsi letterari.
Causa la sua condizione fisica e non solo, ha trovato assai poco “spazio” nell’ampio panorama del giornalismo italiano e della letteratura in generale. Tuttavia, l’amore per la “parola scritta” ancor oggi, la sostiene, la coinvolge, incitandola ad andare avanti verso orizzonti più emotivi ed emozionali che economici.
I temi del dolore, della “diversità”, della solitudine si confondono e si mescolano con la “visione paesaggistica” e mai esaustiva della sua terra di appartenenza: la Liguria. Dove il mare recita la parte più importante ed espressiva di questo meraviglioso e “difficile” percorso esistenziale.

Sue Poesie sono presenti in numerose antologie, fra le quali: “CifaOng For Children – Aiutare i bambini ci fa bene” (2007), “Con i colori dell’amore scriverò”, “Il Federiciano” (2014), “Fiori d’Inverno” (2015), “In primavera… ti racconto una favola” (2015), “Nuovi Occhi sul Mugello” (2015), “Il Ventuno a Primavera – Omaggio a Oriana Fallaci” (2015),  “Come farfalle diventeremo immensità 2” (2015), “Poeti Contemporanei” (2015), “Per non dimenticare” (2015), “La Nave Corsara” (2015), “Astri Immensi” (2014), “Sette giorni in Poesia – 4 You!” (2014), “Mosaico 1” (2015), “Passion” (2014), “Astri Immensi 2” (2015), “Mosaico 2” (2015), “Mosaico 3” (2015), “Inchiostro e Anima” (2015 – 2016).
Ha pubblicato nel 2015 le sillogi personali in versione tascabile “Il sasso e la rosa recisa” e “Cantano gli Usignoli” e l’e-book “Ancora vivrò”. Nello stesso anno è risultata vincitrice del Contest Letterario “Visions” di Oubliette Magazine e del concorso abbinato all’Antologia di Poesie “Opera Uno”n. 16.

Maria Rosa Oneto rappresenta la Liguria, quale Delegata dell’UMP (Unione Mondiale Poeti) ed è la poetessa più premiata nelle Gare di Poesia inedite.

“Non mi sono mai sentita un poeta, nel vero senso della parola. La scrittura è uno sbocco per il pensiero, un mezzo di comunicazione, una porta aperta alle emozioni del mondo. Cerco l’amore della mia vita, imprigionata nelle pagine bianche del libro.”

 (Maria Rosa Oneto)

“Nuk jam ndjerëkurrëpoete, nëkuptimin e vërtetëtëfjalës. Shkrimiështënjërrugëdalje e mendimit, njëmjetkomunikimi, njëderë e hapurpëremocionet e botës. Kërkojdashurinë e jetës sime tëburgosurnëfaqet e zbrazëtatëlibrit.”

UN BARLUME DI CIELO

Sotto una cascata
di glicine bianco
nel meriggio
che sa di canditi
lascio
la dolcezza del cuore
trasformare
le parole in suoni,
verso un destino
sospeso a un raggio di sole,
intanto che pensare
mi è difficile quanto amare
e più non vedo
un barlume di cielo
a rigenerare
questa vita.

VEZULLIMET E QIELLIT

Nënnjëujëvarë
luleshjaseminitëbardha
nëmesditë
që ka shijefrutashtësheqerosura
braktisëmbëlsinë e zemrës
transformojfjalëtnëtinguj
kundrejtfatit
i mbeturpezullnënjërrezedielli,
teksamendoj
sa e vështirëqenka
tëdashurosh.
Dhemënukshohnjëvezullimqielli
përtarigjeneruarkëtëjetë.
IL SUONO DELLA NOTTE

Speranze
come fiori di carta.
Origami
vellutati d’ambra.
Labbra percosse
da folate di vento.
Più non sento
l’abbaio che morde.
Il pulsare della notte
su orecchia stanche.

TINGULLI I NATËS

Shpresat
si lule letre.
Origami
kadifeqelibari.
Buzët e plagosura
ngashpërthimet e erës.
Nukdëgjojmë
lehjenqëkafshon
pulsimin e natës
nëveshët e lodhur.

FRA POCO SI FA L’ ALBA

Non ci siamo mai lasciati
quando il vento
giungendo dagli scogli,
faceva tremare
i tetti di lamiera,
i fasci di legna
addossati al muro,
i pollai di fortuna
dove il gallo cantava
la mattina.
Non ci siamo mai lasciati
quando il maestrale
si insinuava tra panni stesi ad asciugare
e jeans macchiati
di colla e ferro,
rattoppati di stoffe a colori.
Non ci siamo mai lasciati
negli anni che colavano
come olio nostrano,
nel tempo della miseria
con la focaccia al forno,
una minestra di ceci e
l’orto da zappare.
Non ci siamo mai lasciati
senza parlare d’amore,
camminando abbracciati,
nel vialone del paese.
Si andava ad occhi sgranati, felici di niente,
turbati dalla grandine improvvisa,
dal risveglio dei sensi
a primavera.
L’odore dei campi
si fermava
sulle nostre labbra
avide di baci,
sui nostri corpi
frementi e sudati,
sui nostri pensieri
mai sazi di sognare.
Non ci siamo mai lasciati
in quella giostra chiassosa di animali
e bambini cresciuti.
Ormai
con i capelli ingrigiti e
le facce smunte di chi
ha già attraversato la vita.
Non ci siamo mai lasciati
neppure quando
la morte ci ha divisi.
Restando sola
a scrutare l’orizzonte…
Lo sguardo velato da
tramonti sfioriti.
La Tua voce
stampata sul cuore
che mi diceva:
”Sveglia, amore mio, tra poco si fa l’alba!”

SË SHPEJTI DO TË AGOJË

Nuk u ndamëkurrë
kur era vinte ngashkëmbinjtë,
dridhteçatitëprejkallaji,
tufat e drurittëmbështeturapasmurit,
kotecepulash me fat
kugjelikëndonteçdomëngjes.
Nuk u ndamëkurrë
kur era e ftohtë
hyntemidisrrobavetëvarurapër t’u tharë
dhexhinsevetënjollosura
prejngjitësessëhekurit,
tëarnuara me pëlhurangjyrash.
Nuk u ndamëkurrë
nëvitetqëkaluan si vaji
nëkohëmjerimi me fokaçetëpjekura,
supë me qiqra
kopshti i perimevepërtapunuar.
Nuk u ndamëkurrë
pafolurpërdashurinë,
teksaecnimtëpërqafuar,
nërrugët e fshatit.
Ne ecnimsyhabitur
tëlumtur, paasgjë,
tëshqetësuarngabreshëri i papritur,
me rizgjimin e shqisavenëpranverë.
Era e fushave u ndalnëbuzët tona
tëeturapërputhje,
nëtrupattanëdridhshëmdhetëdjersitur,
nëmendimet tona
me ëndrrimetëpangopura.
Nuk u ndamëkurrë
nëkaruselin e zhurmshëm
tëkafshëvedhefëmijëvetërritur.
Tashmë
me flokëtëthinjura
dhefytyrat e zbehta
tëatyreqëkanëtejkaluarjetën.
Nuk u larguamkurrë
askurvdekjanandau.
Duke qëndruar e vetme
teksavëzhgojahorizontin…
Vështrim i mbuluar
ngaperëndimet e palulëzuara.
Zëriyt
i stamposurnëzemrën time qëmëthoshte:
“Zgjohu, dashuria ime,
sëshpejti do tëagojë!”

Traduzioni Angela Kosta.

28 Giugno 2023

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