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Butrinto svela i suoi segreti: nuove meraviglie riemergono tra i boschi dell’Albania

Tommaso Garofalo


A cento anni dall’inizio delle grandi esplorazioni che riportarono alla luce la splendida città antica, l’area archeologica di Butrinto torna a sorprendere il mondo.
Nuove e suggestive strutture, rimaste nascoste per secoli sotto una fitta coltre di vegetazione, sono state individuate grazie a una campagna di indagini all’avanguardia che unisce le più moderne tecnologie di telerilevamento al lavoro di esplorazione sul campo, guidato da università italiane e albanesi.
Il Parco archeologico e le colline circostanti continuano a raccontare la storia millenaria di un promontorio affacciato sulla laguna, abitato quasi senza interruzioni e custode di civiltà stratificate nel tempo. Tra i boschi e i sentieri meno battuti, gli archeologi hanno fatto riemergere antichi edifici, tratti di fortificazioni ellenistiche, cisterne e sepolture scavate nella roccia che ampliano la mappa di questo straordinario paesaggio storico.
Accanto alle vestigia dell’antichità, il territorio custodisce anche le tracce più recenti del Novecento albanese, come i bunker e le trincee che testimoniano i capitoli più vicini della storia locale, in un continuo dialogo tra epoche differenti.
Questa nuova stagione di scoperte conferma come Butrinto conservi ancora angoli inesplorati, capaci di regalare emozioni inaspettate a chi sa guardare oltre la superficie e la natura selvaggia che per secoli li ha protetti.