ARTUR NURA: I BACI DI MIA FIGLIA…
TRADUCE MARIA TERESA LIUZZO

I baci di mia figlia Jane
mi rendono orgoglioso.
Sono colorati e festosi come coriandoli.
E’ sensibile il mio angioletto,
il mio tesoro, bello come il sole e dorato come le spighe.
I suoi baci sono cuori che mi stampa sulla guancia,
melodia la sua risata
se giocando mi strappa gli occhiali
e li poggia sul suo nasino,
come un trofeo appena conquistato.
Sono quadri della vita, gesti d’amore indimenticabili
che rendono sacri i legami tra padre e figlia.
Per i suoi baci…
per i suoi baci vorrei poter tornare indietro
e fermare il tempo
per raccogliere la sabbia di quell’amore e versarla in una clessidra…
e ricominciare come nelle favole: ”c’era una volta”…
Ma il ruggito del tempo che fugge
mi sussurra che la vita è come un fiume
e non si ferma.
Non è una favola!
E mentre il ricordo continua a baciarmi
recito il copione
come se facessi parte di un cast,
dove i momenti sono pagine da sfogliare
e respirano in un oggi lontano dall’ieri.
La scena continua ed è più viva che mai nel mio cuore.
E mi piace immaginare come in una fiaba,
vedere con i miei occhi mia figlia Jane diventare madre
con la sua creatura stretta fra le braccia,
così bella da sembrare una Madonna
ed io nonno nel teatro della vita
dove si ribalta la fiamma del destino.