Quando le radici diventano una scelta: il matrimonio a Tirana di una famiglia italo-arbëreshë Blandi racconta una storia di identità
Di Artur Nura
In un periodo in cui la scelta della location per un matrimonio è spesso dettata da ragioni economiche, logistiche o di prestigio, c’è chi decide di seguire un percorso diverso. È il caso di una nota famiglia italo-arbëreshë Blandi di San Benedetto Ullano della Calabria che, nonostante possieda un’importante azienda agroalimentare e avrebbe potuto organizzare una cerimonia nella propria terra con costi decisamente inferiori, ha scelto di celebrare il matrimonio dell’unica figlia Rossella a Tirana, capitale dell’Albania.
Una decisione che, osservando la storia e i valori della famiglia, sembra assumere un significato che va ben oltre il semplice evento privato.
La famiglia Blandi è infatti profondamente legata alle proprie origini arbëreshe. Un legame che non è mai rimasto confinato alla sfera personale, ma è stato reso visibile anche attraverso la propria attività imprenditoriale.
Visitando l’azienda agroalimentare Agri Art emerge con chiarezza un forte richiamo all’identità storica e culturale del popolo albanese e delle comunità arbëreshe d’Italia. Una gigantesca parete rocciosa è stata dipinta con la bandiera nazionale albanese, mentre su un altro imponente costone compare il ritratto dell’eroe nazionale Skanderbeg, figura simbolo della libertà e della resistenza del popolo albanese.
Non si tratta di episodi isolati. L’intero complesso aziendale è arricchito da murales che raffigurano donne arbëreshe nei loro preziosi costumi tradizionali, testimonianza di una cultura che da oltre cinque secoli continua a vivere nelle comunità dell’Italia meridionale.
A questi si aggiunge una vasta galleria di ritratti dedicati ad artisti, scrittori, musicisti, intellettuali e personalità della cultura albanese provenienti non soltanto dall’Albania, ma da tutto lo spazio balcanico e dalla diaspora arbëreshe. È un vero e proprio percorso culturale che racconta la storia di un popolo diviso dai confini politici, ma unito dalla memoria e dalle proprie radici.
In questo contesto, la scelta di celebrare il matrimonio dell’unica figlia Rossella con Francesco Metallo proprio a Tirana appare perfettamente coerente con il percorso identitario costruito negli anni dalla famiglia Blandi.
Secondo chi conosce questa realtà, il padre Oreste, di origine arbëreshe, ha sempre manifestato un profondo orgoglio per le proprie radici, sentimento che sembrerebbe essere stato trasmesso anche alla figlia, oggi affermata avvocata. Un aspetto che assume particolare rilievo considerando che la madre Mariola è italiana e che anche lo sposo Francesco appartiene a una famiglia italiana.
Se questa interpretazione fosse corretta, il matrimonio celebrato nella capitale albanese rappresenterebbe molto più di una semplice cerimonia. Sarebbe il simbolo di una continuità culturale, il passaggio ideale di un’eredità familiare da una generazione all’altra e il riconoscimento di un’appartenenza che continua a vivere pur dopo oltre cinque secoli dalla migrazione degli antenati arbëreshë verso l’Italia.
Naturalmente, le motivazioni personali di una scelta tanto importante appartengono esclusivamente alla famiglia Blandi cercando di rendere al piu possibile meno pubbliche. Tuttavia, quando un’identità viene raccontata ogni giorno attraverso l’arte, i simboli, la memoria storica e la valorizzazione della cultura delle proprie origini, è difficile non cogliere un filo conduttore anche nella decisione di celebrare il giorno più importante della vita familiare proprio nella terra da cui tutto ebbe inizio.
In un mondo sempre più globalizzato, dove spesso le identità tendono ad affievolirsi, questa vicenda di famiglia Blandi dimostra come per alcune famiglie le radici continuino a rappresentare un patrimonio vivo. Un patrimonio che non si limita ai ricordi del passato, ma orienta ancora oggi le scelte del presente.
Perché, talvolta, il valore di un luogo non si misura nel costo di una cerimonia, ma nella storia che quel luogo continua a raccontare.