PEN Ndërkombëtar uron presidentin për Çmimin “Heminguej”

Jemi krenarë të ndajmë me ju lajmin se Presidenti i PEN Ndërkombëtar, Burhan Sonmez, është vlerësuar me Çmimin ‘Heminguej’ për veprën “Dëshmi e kohës sonë”.
Romanet e tij u kanë dhënë zë të persekutuarve dhe të dëbuarve, dhe kjo njohje pohon mesazhin tonë: se letërsia mbetet mbrojtja jonë më e fuqishme e lirisë.
Urime nga PEN Ndërkombëtar.
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We’re proud to share that PEN International President Burhan Sonmez has been awarded the Premio Hemingway for Witness of Our Time.
His novels have given voice to the persecuted and exiled, and this recognition affirms our message: that literature remains our most powerful defence of freedom.
Congratulations from PEN International.
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Si è conclusa questa sera, al CineCity Lignano, la 42ª edizione del Premio Hemingway.
Condotta con eleganza e sensibilità dalla giornalista Monica Giandotti, la cerimonia finale ha riunito sul palco i vincitori di quest’anno insieme alla giuria del Premio, per un ultimo dialogo dedicato ai temi che hanno attraversato questi giorni: la memoria, la libertà, la giustizia, il valore del pensiero e della narrazione. La moderazione era affidata ad Alberto Garlini e Gian Mario Villalta.
Ad aprire la serata sono stati i saluti del sindaco Laura Giorgi e del vicesindaco Manuel Massimiliano La Placa, a nome di tutta l’amministrazione comunale. Un ringraziamento è stato rivolto alle istituzioni, alle forze dell’ordine e alle amministrazioni presenti, ricordando il valore di un Premio che da oltre quarant’anni lega il nome di Lignano Sabbiadoro a quello di Ernest Hemingway.
Il presidente di giuria Alberto Garlini ha sottolineato alcuni sorprendenti legami tra lo scrittore americano e i vincitori di questa edizione: il padre di Paolo Crepet fu curatore di Hemingway; nel fotolibro di Paolo Gasparini compare il pescatore che ispirò Il vecchio e il mare; Burhan Sönmez ha scelto una citazione di Hemingway come esergo del suo romanzo.
Ad accompagnare la consegna dei premi sono state le opere realizzate dalla Scuola Mosaicisti del Friuli, testimonianza di una tradizione artistica che continua a raccontare il Friuli Venezia Giulia attraverso il linguaggio del mosaico.
Niccolò Ammaniti ha raccontato come Il custode sia nato in un momento difficile della sua vita: «La scrittura mi ha salvato». Giada Messetti ha spiegato di aver voluto custodire una memoria personale e collettiva. Burhan Sönmez ha ricordato come la nostra esistenza si nutra della memoria e della lingua che ereditiamo. Paolo Crepet ha invitato a difendere l’imperfezione e a «riprendersi l’anima» in un tempo dominato dall’omologazione. Attraverso le parole del figlio Esteban, anche Paolo Gasparini è stato presente con la sua riflessione sul futuro della fotografia, sulla giustizia e sulla responsabilità dello sguardo.
Una serata che ha riportato al centro alcune delle domande più urgenti del nostro tempo e che ha chiuso, nel segno del dialogo e della cultura, un’altra intensa edizione del Premio Hemingway.
Arrivederci al 2027.