“E ADESSO PARLO” – ROMANZO DI MARIA TERESA LIUZZO
BIMESTRALE DI ARTE E CULTURA INTERNAZIONALE ”LE MUSE”
– ”E ADESSO PARLO!” – ROMANZO DI MARIA TERESA LIUZZO
PROTAGONISTA INDISCUSSO L’ATTORE, REGISTA, CRITICO LETTERARIO, SCRITTORE E TRADUTTORE URANUS.
CON LA SUA ECCELLENTE RECENSIONE AL ROMANZO DELLA DIRETTRICE DR. PROF. MARIA TERESA LIUZZO “… E ADESSO PARLO!” – SUGGESTIVE LE SUE PAROLE: ”E’ LA COLONNA STILISTICA DI UNA SCRITTURA DI CLASSE ILLUSTRE E LA RAFFINATEZZA ESTETIZZANTE DELLA MIGLIORE SCRITTURA ITALIANA, UNA FILOLOGIA INTELLETTUALE…
ROMANZO CHE SFUGGE ALLE FACILI ETICHETTE DI CERTA CRITICA CONTEMPORANEA.
-URANUS DESCRIVE COSI’ L’ELITE DEGLI INTELLETTUALI DI CUI FA PARTE LA NOSTRA CARA MARIA TERESA LUZZO: STUDIOSI DELLE ARMONIE LINGUISTICHE, INNAMORATI DELLA PAROLA-
NON SEMPLICI SCRITTORI, MA ARTISTI DELLA PAROLA (URANUS)
…E ADESSO PARLO! – ROMANZO DI MARIA TERESA LIUZZO.
La sua scrittura ha una genitorialità illustre, ha i ritmi incalzanti della grecità classica, e al contempo, si nutre di stilemi decadenti di stampo Kafkiano, ha la raffinatezza estetizzante della migliore scrittura italiana; una filologia intellettuale che ben concilia, appunto, fisicità e momenti estetici, che lasciano un solco indelebile nella memoria del lettore, è un affabulare talentuoso di rara liricità, che pur di pura prosa, si veste di poesia narrativa di rigo in rigo: tutto questo si palesa nel romanzo ”… E ADESSO PARLO! ” dove Maria Teresa, da sempre vessillo della Sacralità della vita, ancorché virtuosa del Verbo, dona una Storia, che non è di una ”banale” provincia anonima, ma è il racconto di ogni mondo, quello di ogni uomo, è un viaggio nelle profondità segrete della psiche, spesso di ogni tragedia umana raccontata con l’orgoglio prorompente e indelebile della sua calabresità.
Romanzo che sfugge alle facili etichette di certa critica contemporanea, è una dimensione fisica, dove la protagonista non è Mary, ma è la sua fisicità che si identifica con il lettore attento, è come se la scrittrice, dall’alto della sua visione riesca a celarsi nella storia, che sebbene autobiografica palesemente, pare voglia invitare il lettore-spettatore ad una parte attiva da protagonista nello svolgersi dei fatti. Maria Teresa, come una entità invisibile guida, con la sua scrittura, certamente cerebrale, ma ancor più di robusta fisicità, il lettore in uno stato di dormiveglia lirico, sebbene sia la narrazione di una sequenza di violente drammaticità, dolorose esperienze, scandite da un ritmo lontano di timpani, che esaltano la spiritualità di Mary (Maria Teresa); è il narrare passionale, intriso di cadenze tragiche, di scuola grecizzante, è il racconto dell’anima che siede al fianco e che è venuta a visitarti, per narrarti di sé.
Un romanzo a tratti, non romanzo, nel senso che, il realismo ”narrante” va oltre il mero aspetto letterario, sebbene quest’ultimo risenta in maniera palese di influenze illustri, come già detto di radici grecizzanti, ma ancor più, di atmosfere Kafkiane, ma che ne cesellano i rintocchi armoniosi in un concerto di voci intonate sulle corde malinconiche e vocalità interiori laceranti. E’ la memoria che assume fisicità, ne fa una Storia, che se pur con tinte forti, o se si vuole con tonalità oscure, nelle sagge mani dell’autrice diventano un caleidoscopio multi cromatico e trascinante, in un inferno (quello vero) racchiuso tra le quattro mura. Merito dell’autrice essere riuscita a offrire al lettore queste voci, magistralmente orchestrate, in un coro di sole donne, che subiscono silenziose violenze ma non per questo, meno sanguinarie, da parte di uomini, spesso comprimari e frustrati dalla convenienza.
Mary, la protagonista, si fa paradigma di queste donne ”meridionali” – ma non solo dove per meridionali non si intende una espressione geografica, ma piuttosto una socialità di emarginazione della conditio femminile, che non è soltanto un fatto storico e attuale di molte donne del sud Italia, ma anche, per dire Kabul, o in qualche opulenta cittadina americana. Una donna che trova in sé stessa la forza per cambiare la situazione (in passato abbiamo avuto innumeri esempi). Per concludere, un romanzo, che esalta la vita, nella sua sacralità.
E’ un inno che invita al rispetto dell’animo femminile, poiché non genera vendetta o riscatto violento, ma se riscattato deve essere è il perdono, l’unica verità cristiana che è gemella della vera vita. (URANUS – regista- attore – scrittore – critico letterario e traduttore). ***
Lo Stesso ha tradotto in lingua inglese il romanzo che segue ”Non dirmi che ho amato il vento” e ancora ”L’ombra affamata della madre”. Insieme a un altro regista vuole realizzare un film che riassuma le caratteristiche del Neorealismo sviluppandolodalla Trilogia di Liuzzo. Seguono i romanzi ”La luce del ritorno” e ”Piogge verdi di smeraldi”. I libri di Maria Teresa Liuzzo sono stati tradotti in 32 lingue. Molti libri inediti saranno presto pubblicati.