“Merita il Nobel per la Letteratura”: la clamorosa consacrazione internazionale per l’illustre poetessa Maria Teresa Liuzzo
“Questa Autrice italiana, grande amica del mondo, merita di essere tra i futuri candidati al Nobel per la Letteratura”. 🖋️ 🌍 La voce poetica della Dottoressa Maria Teresa Liuzzo conquista il panorama accademico internazionale! A lanciare la prestigiosissima proposta è l’illustre critico, romanziere e accademico algerino Med Nadhir Sebaa, che in una bellissima e commossa lettera analizza la “dissezione dell’anima umana” condotta magistralmente nei romanzi e nelle poesie della Liuzzo. Leggi l’articolo e scopri il testo integrale di questo commovente riconoscimento letterario.
Redazione- Ci sono voci letterarie che nascono per rimanere confinate nel proprio recinto accademico, e ci sono anime che, invece, scrivono con un respiro talmente universale da riuscire a scavalcare le montagne, attraversare gli oceani e unire popoli lontanissimi tra loro. Maria Teresa Liuzzo appartiene indiscutibilmente a questa seconda, rarissima e preziosissima categoria di autori. La sua scrittura, da sempre caratterizzata da una sensibilità quasi dolorosa e da un amore viscerale per l’umanità, continua ininterrottamente a raccogliere consensi e riconoscimenti di altissimo prestigio internazionale. L’ultimo, in ordine di tempo, è un tributo critico di una levatura e di una portata emotiva eccezionali, giunto direttamente dalle aule universitarie dell’Algeria, a firma di uno degli intellettuali più raffinati del bacino del Mediterraneo: il professor Med Nadhir Sebaa, docente di Letteratura presso l’Università di Batna, noto saggista, poeta, romanziere e critico d’arte di chiara fama.
Una dissezione dell’anima tra umanesimo, scienza e infinito amore
Nel suo approfondito e commosso saggio critico, il professor Sebaa non si limita a un’analisi stilistica fredda e distaccata dell’immensa antologia della Liuzzo, ma entra in profonda connessione con la spiritualità della scrittrice. Definisce la sua opera come “abbondante, originale e variegata”, lodando la sua straordinaria capacità di riproporre le grandi tematiche universali dell’esistenza umana (la vita, la morte, il dolore, la speranza) senza mai cadere nella retorica o in stili antiquati. Anzi, secondo l’accademico algerino, Maria Teresa Liuzzo compie nei suoi testi una vera e propria “dissezione quasi psicanalitica” dell’animo umano.
È una passeggiata dell’intelligenza, la sua, condotta sempre con l’ausilio di due stampelle fondamentali: l’umanesimo più puro e un’impalcatura scientifica che le impedisce di scivolare nella banalità. L’autrice rifugge con fermezza quello che il critico chiama genialmente il “lettino da scrittura di Procuste”, ovvero la tentazione di piegare la realtà alle proprie tesi, costringendo il lettore in schemi rigidi. Al contrario, la Liuzzo resta sempre umile, fedele al suo principio fondante: “Scrivere significa rimanere umili, perché solo l’amore per i nostri simili innalza gli altri”.
Il rifugio dell’infanzia e la feroce condanna dei vizi adulti
La grandezza della Liuzzo, che il critico sottolinea con ammirazione, risiede nella sua lealtà, nella semplicità e nel calore con cui affronta argomenti abissali. L’amore universale si traduce spesso in un disperato e romantico ritorno all’infanzia, l’unico vero luogo dell’innocenza. Nei versi e nella prosa della poetessa emerge con forza la certezza incrollabile che ogni bambino nasca intelligente, buono e puro, e che debba essere protetto con i denti e con le unghie dalla “stupidità e dalla perversione degli adulti”, mali che l’autrice denuncia e seziona meticolosamente, condannando i vizi, gli odi ingiustificati e le trasgressioni ridicole dell’era moderna.
L’appello del professor Med Nadhir Sebaa: “Candidatela al Nobel”
Attraverso grandi affreschi che rendono omaggio alla dignità delle donne e dell’essere umano nella sua interezza, le opere della Liuzzo (da “La luce del ritorno” a “Genesis”, passando per lo struggente “Non dirmi che ho amato il vento!”) dimostrano una padronanza stilistica sbalorditiva. Maria Teresa domina sia la lingua letteraria più alta e cesellata, sia la forza saporita e carnale dei dialetti. Ed è proprio al culmine di questa incisiva disamina che il professor Sebaa lancia il suo appello vibrante e inequivocabile: questa autrice, grande amica dell’Algeria e del mondo intero, “merita di essere tra i futuri candidati al Nobel per la Letteratura”.
Il testo integrale della lettera critica
Per onorare la statura intellettuale del mittente e della destinataria, e per permettere ai lettori di assaporare la bellezza assoluta di queste parole, riportiamo di seguito il testo integrale e originale redatto dal Professor Med Nadhir Sebaa (datato 28 luglio 2023):
«Per la scrittrice e poetessa Maria Teresa Liuzzo: opera abbondante, originale e variegata…
“Scrivere significa rimanere umili”. Solo l’amore per i nostri simili innalza gli altri (M.T.L.). L’opera di Maria Teresa Liuzzo, famosa scrittrice – poetessa italiana, riconosciuta dal grande pubblico, è caratterizzata dalla geniale ripetizione di argomenti attuali, nelle forme moderne, da tradurre nell’ottica di una dissezione quasi psicanalitica, la passeggiata della bella intelligenza umana con umanesimo, scienza e grande originalità, evitando il ”lettino da scrittura di PROCUSTE”, elastico, sbiadito e attuale.
Maria Teresa, lontana da ogni pretesa intellettuale descritta nelle sue suggestive poesie e nei romanzi in prosa, le gioie, i dolori, le speranze della vita… con lealtà, semplicità e calore… L’amore degli uomini del mondo, dei suoi fratelli e simili, è uno dei tanti temi essenziali, fino al ritorno all’infanzia per estrarre la certezza che ogni bambino è intelligente, fondamentalmente innocente e che va protetto dalla stupidità e dalla perversione degli adulti; che lei denuncia meticolosamente.
Ricco, variegato, affascinante, il lavoro della Dottoressa Liuzzo, romantico e talvolta autobiografico – e che disegna grandi affreschi in omaggio all’essere umano, alle donne e all’umanità, ha il raro privilegio di avere suscitato un considerevole numero di studi dedicati alla sua esperienza e al suo percorso intimo. Le critiche più diverse sono state formulate sulla sua antologia, composta da ”La luce del ritorno ”, ”L’ombra affamata della madre”, ”E adesso parlo!”, ”Genesis”, ”Umanità” …trasporto abilmente dei temi di tutto ciò che aveva vissuto finora, scritti con sensibilità e intrisi di energia, motivazione, nuovo Spirito e amore, che hanno dominato la sua vita, ogni disegno dall’arsenale della sua autobiografia, per misurare il suo talento, la sua originalità, alla vigilia di un’infinita ricerca umanista espressa con forza nel suo bellissimo ”Non dirmi che ho amato il vento!”.
Poiché sottolinea il ridicolo delle trasgressioni, degli odi e dei vizi, Maria Teresa si è volentieri collocata in diacronia, attraverso un contributo e un immaginario che danno alla lettura alcune sorti di personaggi, attori, registrate nella Storia più esaustiva di uno spazio familiare ampliato nell’ambiente sociale. Con una grande tecnica di spogliarello e armata di mente acuta, uno sguardo osservatore, una grande sensibilità, Maria Teresa Liuzzo ci rivela le innumerevoli risorse sia della lingua letteraria sia dei dialetti che lei utilizza con indirizzamento e in modo gustoso.
Questa Autrice, grande amica del mio Paese Algeria e del mondo, merita di essere tra i futuri candidati al NOBEL per la LETTERATURA.
Med Nadhir Sebaa, 28 luglio 2023».